Lavoro, 500 euro al mese nelle aree di crisi

Lavoro, 500 euro al mese nelle aree di crisi

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Il governo prolunga di un anno di ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori delle aree di crisi complessa. A beneficiarne, secondo le stime preliminari riportate dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, saranno un totale di 35-40 mila persone.
PROROGA CIGS E SUSSIDIO. Il provvedimento prevede sia una proroga di 12 mesi della cassa integrazione straordinaria in scadenza entro il 31 dicembre 2016 sia un nuovo sussidio di 500 euro al mese. Il tutto per uno stanziamento complessivo di 370 milioni di euro.
La cifra è stata resa nota al termine del tavolo di confronto tecnico tra governo, sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e Regioni.
L’importo sarà inserito nel decreto correttivo del Jobs Act atteso per metà settembre.

Stanziati 85 milioni per la Cigs

Nel dettaglio, la dotazione messa a disposizione dal governo è di 85 milioni di euro per il prolungamento della cassa integrazione straordinaria e di 150 milioni di euro per il sussidio sociale. La proroga della Cigs riguarda i lavoratori cui è scaduta in corso d’anno ed è condizionata dalla presenza di un piano aziendale che ne preveda il rientro.
Oltre a questi stanziamenti ci sono poi 135 milioni di euro per l’ampliamento della Naspi (indennità di disoccupazione, ndr) da tre a quattro mesi per i lavoratori stagionali ‘ricorrenti’.
I SINDACATI VOGLIONO ALLARGARE IL PERIMETRO. La Cgil giudica le misure «parziali, non sufficienti». La Cisl invece parla di «una buona notizia». La Uil invece, pur apprezzando la mossa, ritiene che si tratti «solo di un tampone per il 2016». Tutte concordano però sul fatto che sia necessario allargare la portata dell’intervento.

Le aree di emergenza: da Trieste a Gela

Le aree di emergenza sono nove: Trieste, Piombino (il problema sono le acciaierie ex Lucchini) e Livorno al Nord. E ancora, Piceno-Val Vibrata nelle Marche e Rieti nel Lazio. Al Sud invece compaiono il Molise con Venafro-Campochiaro-Bojano (qui la crisi coinvolge più settori, tessile e alimentare in particolare), Taranto (Ilva) e la Sicilia con Termini Imerese (alle prese con la fase post-Fiat) e Gela (alle prese con la riconversione dalla raffineria Eni).
A stabilire il loro status una legge del 2012 che per loro prevede vantaggi e corsie preferenziali. Ma anche altre regioni vivono situazioni difficili come il Sulcis, in Sardegna.
CASSA IN DEROGA NELLE ZONE TERREMOTATE. Tuttavia ci sono le aree di crisi non complessa, citate anche nel documento firmato dalle parti e su cui Poletti vuole aprire un confronto. Intanto è certo che potranno sforare in fatto di ammortizzatori sociali le aziende colpite dal sisma del 24 agosto: un provvedimento ad hoc liberalizzerà la cassa in deroga fino a tutto il 2016.
OBIETTIVO 1,5 MLD PER IL 2017. Il ministro ha precisato comunque che per il 2017 il governo punta a stanziare 1,5 miliardi di euro per gli interventi più generali di lotta alla povertà, così da arrivare «a coprire tutti i nuclei familiari in difficoltà con minori».

voce:lettera43

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