JP MORGAN ordina, RENZI e NAPOLITANO eseguono! La RIFORMA COSTITUZIONALE ordinata dal...

JP MORGAN ordina, RENZI e NAPOLITANO eseguono! La RIFORMA COSTITUZIONALE ordinata dal colosso finanziario americano

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In un dossier di sedici pagine del 28 maggio 2013 scritto e pubblicato dalla banca d’affari JP Morgan, in cui vengono elencate le “riforme” da apportare nell’area euro per riuscire a sopravvivere alla crisi del debito, v’è scritto testualmenteQuando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica: debito pubblico troppo alto, problemi legati ai mutui e alle banche, tassi di cambio reali non convergenti, e varie rigidità strutturali. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei Paesi del sud, e in particolare le loro Costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea. Quando i politici tedeschi parlano di processi di riforma decennali, probabilmente hanno in mente sia riforme di tipo economico sia di tipo politico […]”. E ancora: “I sistemi politici e costituzionali del sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), edalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)”.

 

In pratica, secondo il colosso finanziario americano, uno dei principali “problemi” che attanaglia gli Stati dell’eurozona è costituito dalle Costituzioni nazionali: esecutivi deboli nei confronti dei Parlamenti; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori;licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo: capito? Il popolo non deve neppure più protestare! Questa è la modernità Restauratrice!

Ma non solo: sono sempre più convinto che a Bruxelles e a Francoforte (UE e BCE, entrambe favorevoli alla riforma) occorrano urgenti modifiche alle Costituzioni nazionali degli Stati membri perché la sovrastruttura europea – al fine di raggiungere i suoi scopi (uno su tutti la tutela del capitale internazionale a scapito dei diritti dei lavoratori e dei principi fondamentali) – ha impellente bisogno che a Roma come ad Atene, a Parigi come a Vienna, i governi nazionali siano pronti ad assumere velocemente decisioni e misure imposte dalla stessa sovrastruttura europea, a prescindere sia dalla democrazia che dai principi supremi sui quali trovano fondamento le Costituzioni nazionali.

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fonte:sapereeundovere

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