Foggiano: caporalato, controlli a tappeto

Foggiano: caporalato, controlli a tappeto

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Prosegue l’attività del tavolo permanente di coordinamento insediato dal prefetto Maria Tirone lo scorso 6 luglio in attuazione del “protocollo nazionale per il contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura —cura- legalità-uscita dal ghetto, siglato a Roma lo scorso 27 maggio tra il Ministro dell’Interno, il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, le Regioni Pugile. Basilicata, Calabria, Campania, Piemonte e Sicilia, le organizzazioni sindacali Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, le associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri, Caritas, Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Croce Rossa Italiana, Acli Terra e Alleanza delle Cooperative Italiane. A seguito di una costante attività di negoziazione e mediazione fra le articolazioni periferiche degli enti e gli organismi nazionali firmatati del citato Protocollo si è arrivati, d’intesa con la Regione e con i componenti del tavolo permanente di coordinamento, presieduto dal prefetto, alla condivisione del secondo “Accordo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura, finalizzato al monitoraggio degli immigrati presenti sul territorio della provincia di Foggia e all’avvio di un percorso di legalità”. L’intesa prevede, nel breve periodo, un’attività di rilevazione della presenza di cittadini immigrati sul territorio di questo capoluogo e dei comuni della provincia interessati dalle colture agricole stagionali mediante la collaborazione delle associazioni di volontariato che si occupano degli stessi, e delle organizzazioni sindacali di categoria, anche al fine di predisporre, nel medio periodo, da parte degli Enti competenti (regione, comuni) le misure di accoglienza più adeguate all’entità delle presenze, e, da parte degli enti preposti, la verifica dello status giuridico dei cittadini stranieri per la regolarizzazione, dove ricorrano o presupposti di legge, di coloro che possiedono i necessari requisiti, nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge in materia. Il monitoraggio sarà propedeutico alla definizione di progettualità da finanziare sul PON Legalità nel rispetto delle procedure previste dal programma stesso e della normativa comunitaria, qualora tra i destinateli siano compresi immigrati regolari, richiedenti asilo e titolari di protezione umanitaria, in particolare per ciò che conceme le iniziative di cui all’articolo 4 lettere c, g, ed o del Protocollo Sperimentale Nazionale del 27 maggio2016, nonché, analogamente, per le iniziative da finanziare sul FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione), per i progetti rivolti a lavoratori non comunitari regolarmente soggiornanti.

L’intesa costituisce un ulteriore tassello del più articolato mosaico volto all’inclusione dei cittadini stranieri anche impiegati nelle colture stagionali e alla prevenzione e contrasto a ogni forma di intermediazione irregolare o sfruttamento di manodopera, mediante la responsabilizzazione e il coinvolgimento dei soggetti interessati e degli stessi immigrati. Garantire la dignità degli immigrati impiegati nelle raccolte stagionali che costituiscono una forza lavoro importante per l’economia agricola e favorire il rafforzamento della legalità e della libera concorrenza, con la programmazione di azioni e politiche attive di sistema: questo è l’impegno che vede uniti Stato, Regione, associazioni di volontariato, organizzazioni sindacali e datoriali. Proseguono altresì le azione degli Enti preposti alla verifica del rispetto della normativa in materia contrattuale e di sicurezza sul posto di lavoro, nonché mirati servizi interforze di prevenzione contrasto al fenomeno del caporalato da parte delle forze di polizia e dell’ispettorato del lavoro a tutela dei lavoratori e più in generale dell’economia legale.

voce:L’immediato

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