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MILAN, ITALY - SEPTEMBER 18: Mauro Icardi of FC Internazionale celebrates his first goal with his team players during the Serie A match between FC Internazionale and Juventus FC at Stadio Giuseppe Meazza on September 18, 2016 in Milan, Italy. (Photo by Pier Marco Tacca - Inter/Inter via Getty Images)

Inter-Juve 2-1, Lichtsteiner-Icardi in 2 minuti, poi decide Perisic

Grande partita dei nerazzurri che infliggono ai campioni d’Italia la prima sconfitta stagionale: Allegri va in vantaggio con lo svizzero, De Boer ribalta tutto grazie al capitano che prima pareggia, poi regala al croato l’assist del gol partita. Nel finale espulso Banega

Come non detto. Rifacciamo tutto. Il campionato dell’Inter probabilmente comincia qui, i timori di un dominio incontrastato della Juventus sulla A forse finiscono. La squadra di De Boer passa dal peggio del giovedì al meglio della domenica come se fosse la cosa più naturale del mondo. Cade la Juve alla quarta giornata, sotto i colpi della migliore Inter vista da un po’, non solo in questa gestione. Icardi trascinatore, Banega sontuoso, Joao Mario ovunque. Due a uno, segnano Maurito e Perisic, che cancellano Lichtsteiner, San Siro si esalta come ai tempi belli, quelli di Milito e Materazzi, peraltro rispolverati in mezzo al campo prima del match.
L'esultanza dell'Inter dopo il gol di Icardi. Getty

L’esultanza dell’Inter dopo il gol di Icardi. Getty

VINCE FRANKAllegri si sentirà le sue, per aver concesso poco più di 20’ a Higuain (una sola conclusione di testa, vicino al gol). Frank de Boer spazza via i fantasmi di esonero, incartando il collega con un pressing alto e soprattutto mostrando una squadra con un’anima, un’idea e un progetto. E anche uomini su cui costruire. Certo, qualche problema resta, a partire dagli esterni difensivi, ma vogliamo parlare delle aspettative della vigilia? Si temeva un derby d’Italia nel segno dello squilibrio della nuova A, ne è venuta fuori una gara tesa, giocata a viso aperto, con le consuete tensioni e pure il classico caso da moviola (Chiellini su Icardi).
I GOL — La tensione e l’elettricità trovano sfogo dopo 21’ della ripresa, quando Alex Sandro va via a D’Ambrosio e piazza un cross che Lichtsteiner deve solo spingere dentro, anticipando Santon. Stavolta però lo svantaggio non affossa l’Inter, anzi. Passano due minuti e arriva il pareggio: la Juve incassa il terzo gol da corner della stagione, ed è un signor gol. Banega la mette bene al centro, Icardi prende il volo, va sopra Mandzukic e colpisce di testa verso il palo lontano. Gran partita di Maurito, che al 33’ sugli sviluppi di una palla persa sanguinosa di Asamoah inventa un gran cross d’esterno che il subentrato Perisic, ancora di testa, trasforma nel 2-1.
OCCASIONI — I tre gol in 12’ arrivano dopo un inizio ripresa di marca interista e un primo tempo equilibrato anche dal punto di vista delle occasioni, con il palo esterno di Icardi (che sradica un pallone dai piedi di Chiellini e tira a giro) che fa il paio con il colpo di testa “smorzato” da Khedira, quando Alex Sandro lo aveva trovato solo in mezzo all’area. È il top dei primi 45’, ma arrivano al tiro anche Eder e Pjanic, e le difese devono sbrogliare qualche altro problemino. Sul 2-1 le squadre si allungano, gli spazi si aprono, ma la Juve anche con Pjaca e con un uomo in più nel recupero (espulso Banega) non va mai veramente vicina al pareggio se non con un colpo di testa di Higuain.
COME HA FATTO? — Come ha fatto l’Inter a cancellare in 90’ le impressioni di un mese? Sono passate meno di 72 ore, ma è tutta un’altra squadra rispetto all’Hapoel Beer Sheva (se fosse uguale sarebbe un delitto): De Boer lancia i suoi in un pressing altissimo, fin da Buffon, con il coltello virtuale fra i denti. Banega impedisce la ricezione facile a Pjanic, Medel e Joao Mario cercano l’anticipo su Dybala, Icardi rincorre tutti, infiammando il pubblico da vero capitano. La misura, rischiosa e dispendiosa, paga dividendi, perché la Juve si inceppa, anche per demeriti propri. I tre in mezzo (Pjanic fa il centrale, con Khedira c’è Asamoah) non paiono nella loro miglior giornata, la manovra trova un po’ di sfogo e accelerazione solo quando si trova Alex Sandro, o quando Dybala riesce a creare superiorità. Anche in fase offensiva i nerazzurri sono diversi: più raccolti, più stretti, con Banega e Joao Mario che viene a prendersi la palla ovunque, ed Eder pericoloso (lascerà il posto a Perisic). La Juve invece non fa vedere nulla delle giocate lineari, pulite, quasi barcellonesche viste col Sassuolo. Aveva ragione Allegri: non sarà una passeggiata. Magra consolazione, per chi esce da San Siro battuto, e forse ridimensionato.

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voce:gazzetta

 

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